Diventare consulente.
Il lavoro di consulente interessa molte categorie professionali e settori e questo, porta conseguentemente al coinvolgimento di tantissimi consulenti che sono operativi in ogni ambito.
Alcuni di questi comparti, sono regolati da norme molto specifiche, altri settori invece, sono abbastanza deregolamentati(non vi sono ad esempio barriere di ingresso alla professione e neanche prezzi e tariffari imposti) e tutto ciò, consente/obbliga i professionisti ad operare in un mercato completamente ‘aperto’ sotto ogni punto di vista.
Edilizia, informatica, salute e benessere, materie fiscali, giuridiche, sicurezza del lavoro, formazione, direzione e gestione aziendale, il campo energetico, le vendite ed il mondo commerciale, il turismo, la cultura, il divertimento, gestione del credito, promozione finanziaria, mercato immobiliare, ecc., sono alcuni fra i tantissimi ambiti in cui esiste una figura di consulente esperto in grado di offrire i suoi servizi ad uno specifico mercato.
Tra l’altro, il numero delle nicchie e dei segmenti nel corso degli anni in cui i consulenti operano è andato crescendo, favorendo così la nascita di figure professionali del tutto nuove, per le quali non esiste spesso alcuna formazione specifica o regola.
Fare il consulente. Quanto guadagna un consulente.
Spesso, in passato in particolare, la figura del consulente era legata all’idea del professionista benestante con un bel giro di affari e con ottime prospettive di crescita.
Insomma, una prospettiva allettante per molti giovani che intendevano intraprendere questa attività.
Ma è davvero sempre così, almeno oggi?
Recentemente, sono stati compiuti tanti studi e condotte molteplici interviste sui variegati campi in cui la consulenza opera ed il quadro che ne è scaturito fuori in questi ultimi anni è questo :
calo del giro degli affari medio per ogni consulente, specie, per quelli più piccoli e da poco entrati nella professione (senza un adeguato portafoglio clienti su cui poter contare);
imposte ed oneri crescenti che gravano sull’attività del libero professionista;
clienti sempre meno ‘in salute’ che investono e spendono sempre meno per comprare consulenze;
concorrenza al ribasso.
Deregolamentazione ed offerte a prezzi stracciati sono ormai all’ordine del giorno in ogni categoria professionale, anche in quelle cosiddette regolamentate dagli ordini professionali, albi e da codici cosiddetti etici;
ecc..
E’ chiaro che al di là del settore specifico, se si vuole operare come consulente oggi, occorre :
definire sin da subito il proprio mercato e nello specifico, capire chi sono i clienti paganti.
Ad esempio, non basta dire sono esperto seo o coach nella formazione professionale.
E’ necessario capire a chi vendere i nostri servizi ed a quanto, nonché, rendersi conto realmente della concorrenza presente (capire chi sono gli altri competitor nello stesso mercato e come si compone la loro offerta);
definire un piano operativo per promuovere i nostri servizi alla luce della situazione reale (e non di quella ipotetica od addirittura in essere 5 o 10 anni fa).
Vivere nel presente e sopratutto, con uno sguardo al futuro, oggi è più che mai necessario.
Lavorare come consulente. Quanto davvero sei utile?
Sul mercato indubbiamente, c’è indubbiamente un eccesso di offerta che riguarda molti settori e segmenti nell’ambito della consulenza ma (giusto per evitare il solito piagnisteo) c’è anche molta approssimazione e poca qualità nell’offerta generale.
Basterebbe interpellare un certo numero di consulenti in ogni settore per rendersi conto che l’offerta nel 99% dei casi si concentra sempre nei soliti servizi, erogati nella medesima modalità e poi….se si esce dalla solita minestra e si chiede ad un consulente qualcosa di meno generalista (di cui magari c’è un’offerta reale e/o latente sul mercato), scatta il panico!
E allora…è sempre colpa della crisi e del mercato?
Spesso, ci si dimentica che il consulente deve essere in grado anche di intercettare i bisogni nuovi (ed anche quelli latenti) e non sedersi per sempre su quello che fanno tutti.
Buon lavoro.